03 May

MILANO, 03.05.2018 –

Come esperto di educazione e apprendimento digitale, il gruppo Eurocrea Merchant e lo European Digital Learning Network ha partecipato, a livello locale, ad un evento divulgativo e di interessante impatto comunicativo intitolato “Colazioni Digitali: Education & Digitale”, che dimostra un’incalzante tendenza ad aprirsi al mondo digitale, a partire in questo caso dal mondo dell’istruzione nella metropoli meneghina.

L’occasione di riflessione sulla digital education, trattando i punti di forza dei nuovi linguaggi digitali (attraverso il coding) e insistendo nella promozione delle STEM (discipline tecnico scientifiche, propriamente Science, Technology, Engineering and Mathematics) è avvenuta nella nuova sede di Sorgenia, in via A. Algardi 4 a Milano.

Un approfondito talk, che ha visto Massimo Sideri, Editorialista del Corriere della Sera e Responsabile Editoriale Corriere Innovazione, dialogare con ospiti di riguardo del mondo accademico, come Ferruccio Resta, rettore del Politecnico di Milano e Gianmario Verona, rettore dell’Università Bocconi.

Molti altri esponenti dell’istruzione superiore e formazione post diploma si sono riuniti in tale sala gremita e hanno partecipato attivamente alla discussione prendendo spunto da due domande di base: “Come la tecnologia digitale ha modificato determinati aspetti della nostra società? Come continua a farlo?”.

Il Politecnico di Milano sta ormai investendo sempre più in una “formazione universitaria attrattiva, dove digitale non significa virtuale…ma anzi vuole essere uno strumento che possa avvicinare sempre più i docenti ai propri studenti”, afferma il rettore Ferruccio Resta. “Siamo tutti convinti dell’importanza di veicolare i nuovi paradigmi della didattica innovativa, come l’active learning, le flipped classroom, tutti tool che devono aiutare non solo gli studenti a rimanere coinvolti ed attenti ma anche i professori stessi a cambiare i propri metodo di insegnamento e a mantenere sempre alto il livello di interesse tra i propri discenti” prosegue Resta.

“Comun denominatore dev’essere l’interazione, dare valore comunque alla fisicità, con professori che diventino quasi Life Coach dei propri studenti, in un’ottica sempre più dedicata alla personalizzazione dell’educazione” interviene quindi il rettore dell’Università Bocconi, Gianmario Verona.

Massimo Sideri afferma dunque una tendenza all’alta sperimentazione nel digital che è del tutto normale, considerando che i temi legati all’open innovation, alle reti digitali e allo stesso mondo web/internet sono relativamente giovani e la ricerca gioca quindi un ruolo fondamentale.

Verona prosegue dicendo che è importante che i professionisti del futuro possano acquisire non solo il know how al passo con le nuove tecnologie ma anche il know why, in un’epoca in cui l’accesso digitale è garantito per tanti ma si fa fatica a capirne le origini e quindi la più appropriata applicazione.

Tuttavia non bisogna dimenticare che è importante tenere conto di una peculiarità del mondo dell’istruzione italiana: un’eccellenza nel voler valorizzare un’ampia conoscenza, anche attraverso l’apprendimento classico, interviene Resta. E’ giusto però puntare sugli incubatori che possano accompagnare le nuove idee sul mercato. Soprattutto se si parla di materie STEM e apertura al gender equity: al momento le ragazze sono un’esigua minoranza nel mondo delle scienze tecnologiche applicate. Ed ancora si parla di “freddezza” del mondo scientifico-tecnologico: ma tali materie sono perfettamente adattabili alle tematiche sociali più disparate, dalla disabilità all’inclusione sociale di persone svantaggiate (migranti, persone con bassi livelli di istruzione e problematiche economiche, anziani…).

E in tale discussione rientra anche il coding, la programmazione informatica definita da entrambi i rettori come “il linguaggio del futuro o il nuovo inglese”, di cui tutti dovrebbero avere una conoscenza almeno di base.

Le potenzialità della codifica informatica vanno oltre il suo puro aspetto tecnico scientifico: non si vuole trasformare tutti gli individui in semplici “operai” informatici ma invece fornire uno strumento sia di analisi veloce che di comunicazione universale, tramite cui dati e informazioni viaggiano, si intersecano e vengono manipolati in mondi fisici e virtuali tra i più disparati.

Tuttavia l’introduzione al coding nelle scuole secondarie superiori ma anche nelle università è ancora considerata piuttosto controversa: si fatica ad adattare l’argomento all’utilità di tutti i giorni.

Ma c’è chi invece sostiene che insegnare il coding a scuola equivale a fornire nuove chiavi di lettura: Albalisa Azzariti, preside del liceo scientifico Elio Vittorini di Milano, racconta un’interessante esperienza formativa svoltasi nel proprio istituto.

Insomma, parole chiave dell’educazione digital nei nostri tempi sembrano essere: Big Data, Intelligenza Artificiale e Coding, ma anche interazione, valore dell’esperienza, apprendimento continuo, soft skill e competenze trasversali.

Insomma, non si smette mai di essere studenti perché non si smette mai di conoscere ed essere curiosi. Queste le linee guida di chi costruisce il futuro dell’istruzione secondo gli interlocutori di una mattina diversa, una colazione che ha fornito un “assaggio” del mondo d’apprendimento digitale di domani.

Fonti: https://up.sorgenia.it/it/l-educazione-delle-generazioni-future-alle-colazioni-digitali

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